Catacombe dei Cappuccini

Indirizzo: Piazza Cappuccini 1, Palermo

Nel 1534, i Frati Cappuccini, si stanziarono nella chiesa di Santa Maria della Pace e nel traslare le salme dei propri fratelli dalla cisterna nella parte meridionale della chiesa al cimitero sotterraneo dietro l’altare, si accorsero che queste erano intatte, fu cosi che decisero di non seppellirle, ma di appenderle in delle nicchie. Per quasi 3 secoli i notabili palermitani affidarono ai cappuccini i corpi dei loro defunti, infatti, più di 8000 mummie sono rinchiuse all’interno delle catacombe suddivise per settori, quello donne, degli uomini, dei bambini, dei professionisti, degli artigiani ecc. La pratica che i cappuccini iniziarono ad applicare, consisteva nel privare le salme degli organi interni, e nel riporle in una stanza chiusa il cosiddetto “colatoio” per diversi mesi, successivamente queste venivano lavate con aceto e lasciate ad asciugare prima di essere esposte alle pareti o nelle nicchie del convento. Spesso in periodi di epidemia, venivano usati latte di calce o arsenico e solo successivamente prodotti chimici, questo appunto il metodo utilizzato dal professore Ignazia Salafia per l’imbalsamazione della piccola Rosalia Lombardo di appena 2 anni posta ai piedi dell’altare di Santa Rosalia, ancora oggi oggetto di studi nel tentativo di carpire i segreti di quella che è considerata tra le migliori imbalsamazioni al mondo.